world war z la piu grande storia zombie mai scritta

 

Ora che l’orrore e le creature derivanti da tale genere sono di gran moda, è una buona occasione per vagliare la crescente pila di materiale a disposizione e prendere nota dei migliori libri del genere, e vediamo se è vero che World war z la piu grande storia zombie mai scritta

I Vampiri avevano fino ad’ora il loro posto in cima alla scala del successo mediatico, ma ora sono stati superati dagli zombie.

La scorpacciata di lavori  correlati agli zombie  è molto vasta, va dal nuovo libro-film “Orgoglio  Pregiudizio e Zombie” di Seth Grahame-Smith al più grande libro mai scritto sugli zombie, “World War Z: La guerra mondiale degli zombie “di Max Brooks, trasformato ora in un film assai poco linkato alla storia originale.

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Questo film, diretto da Marc Forster e interpretato da Brad Pitt, per quanto riguarda i film di zombie, è  ricco di azione, che attraverso un look moderno racconta tutti i possibili danni che gli zombie possono fare in un mondo impreparato ad accoglierli, anche se sinceramente non ha niente a che fare con la storia magistrale che è stata scritta nel libro.

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“World War Z” non è nemmeno il primo libro zombie di Brooks. Lui avendo capito prima di tutti  di come gli zombie stavano dominando lo spirito del tempo, l’ex sceneggiatore del “Saturday Night Live”, ha scritto nel 2003 il “Manuale per sopravvivere agli zombi” . Un aggiornamento satirico sugli zombiee su come attraverso dieci pèunti salienti sopravvivere ad essi; il libro è stato un best-seller, ma sarà  “World War Z“, del 2006 il libro che ha davvero lasciato un forte segno sui suoi lettori.

Un’idea brillante

Invece di percorrere la strada umoristica, Brooks ha scritto il più serio ed il più realistico libro sugli zombie che avrebbe potuto immaginare. Immaginò gli zombie come il risultato di un virus che,  attarverso la veloce quotidianità del mondo moderno e dello stato della politica globale, si sarebbe diffuso tanto più velocemente di quanto potessimo minimamente immaginare. Con “World War Z“, Brooks ha osato immaginare gli zombie come qualcosa di reale e immediato.

La sua brillante idea era di scrivere “World War Z“, non con un unico protagonista o narratore, ma come una serie  di segnalazioni provenienti da tutto il mondo, dall’inizio della piaga zombie fino alla fine, in un periodo  che copre circa 10 anni, e ha cercato di capire come la nuova peste avesse interessato paesi divers, i dalla Cina comunista al New Jersey, dal Giappone all’Antartide. In ogni luogo, raccontato attraverso una voce diversa, ma tutti accomunati dalla stessa minaccia.

Zombie rimane una parola devastante, senza rivali nel suo potere di evocare tanti ricordi o emozioni, e “sono questi ricordi ed emozioni che sono oggetto di questo libro“, dice il narratore.

Non vi è alcun personaggio predominante come Pitt,  nel libro, anche se Gerry  Lane, è un ricercatore che apparentemente ha messo insieme il rapporto e  lavora  per le Nazioni Unite, ed anche per la  la Commissione del Dopoguerra. Questo è anche il motivo per cui il romanzo si legge più come reportage che come una storia vera e propria. Se gli zombie ci avessero davvero attaccato, questo sarebbero esattamente i rapporti che avremmo probabilmente letto.

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 Una Struttura ingegnosa

E’ proprio la struttura ingegnosa del romanzo che rendeva impossibile trasformarlo in un film, così il film che ne risulta è una parte molto piccola di “World War Z”, condividendo in realtà solo il titolo e alcuni riferimenti superficiali.

Non vi è alcun insetto-alveare o intelligenza zombie al lavoro qui. In questo caso, il libro è molto meglio. Invece di utilizzare gli zombie come uno stand-in per la debolezza umana, sono gli esseri umani stessi che creano il libro in modo molto più convincente.

Dopo che i governi con i loro ordini del giorno non riescono a fermare la diffusione del virus, i loro meccanismi su vecchio stile di guerra non riescono a frenare l’apocalisse e portano l’umanità sull’orlo dell’estinzione. E’ allora che  “World War Z” trova il suo atto finale, quando gli esseri umani devono trovare un modo per salvare se stessi, nel modo più moderno.

Ormai in cima alla catena alimentare della massificazione, gli zombie sono saliti definitivamente alla vetta della cultura pop, con il migliore film di zombie (1968 “La notte dei morti viventi” di George Romero) il miglior libro di fumetti e telefilm ( “The Walking Dead” di Robert Kirkman). Aggiungete a questo il miglior romanzo zombie mai scritto, “World War Z“, di Max Brooks un libro così oscuro e brillante, ora risorto a nuova gloria in formato cartaceo e ebook, in tempo per un film che si mangia vivo in ogni modo possibile.

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