The Last of Us

Il 14 giugno arriva The Last of Us.

Ennesima bellissima esclusiva per Play Station 3 che, a pochi mesi dall’arrivo della sue erede PS4, sembra sparare le cartucce migliori in termini di giochi esclusivi. Sono passati ormai 20 anni da quando una violentissima pandemia ha trasformato parte della popolazione nei soliti, terribili zombie. Nel frattempo i governi sono caduti, l’energia elettrica è solo un ricordo, le città sono ridotte macerie e le risorse, in termini di cibo e armi sono una rarità, tanto che anche tra i sopravissuti incalza la guerra. In questo scenario apocalittico si intreccia la storia di Joel e della giovane Ellie e del loro viaggio della salvezza atraverso gli Stati Uniti.

TLOU4 1024x531 The Last of Us  caccia agli zombie con la PS3

The last of us

Trama e caratterizzazione dei personaggi sono di livello cinematografico, (complice il successo della serie tv The Walking Dead) mentre il coinvolgimento totale dei giocatori è garantito dall’interessante sistema di gestione delle risorse durante l’avventura. Nel corso dell’importantissima fase esplorativa, infatti, ci si troverà continuamente davanti a scelte strategiche  decisive: scegliere, ad esmpio, se con alcool e stracci trovato lungo il percorso costruirsi una molotov od un kit medico sarà determinante per riuscire a sopravvivere dagli zombie.

La relazione tra i due è reale e realistica ma almeno sul piano narrativo resta sullo sfondo. Le meccaniche di gioco invece spingono l’utente a dover fare i conti con l’intelligenza artificiale di Ellie. La coppia dovrà comportarsi da coppia. Ellie aiuterà Joel a individuare i nemici, li distrarrà, potrà agire in modo da facilitare i piani del giocatore.

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La componente strategica è la vera sorpresa del gioco. Gli enigmi non sono banali. Le missioni sono disseminate di oggetti che possono essere usati per più scopi. Ogni combattimento poi varia a seconda del contesto e in ciascuna situazione si sopravvive applicando strategie diverse. A differenza di altri giochi di genere Joel non ha quintali di pallottole a disposizione. Con la pistola non è un tiratore provette e neppure un pugile.Nelle intenzioni degli sviluppatori il protagonista deve comportarsi come una persona normale spinta allo stremo. L’eroe tutto d’un pezzo con il mascellone e la battuta sempre pronta (il riferimento a Nathan Drake di Uncharted è voluto) è un ricordo arcade. In termini di gameplay, l’umanizzazione di Joel comporta un livello di sfida più alto. Ma anche una attenzione ai dettagli che prima non c’era. Peccato per alcuni svarioni dell’intelligenza artificiale dei nemici che rende il loro comportamento a tratti poco credibile.

The Last of Us è un survival game da finire tutto d’un fiato.

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